SICUREZZA SUL LAVORO: PEGGIORATE PER IL 50% LE CONDIZIONI NELLE FABBRICHE SECONDO DEMOS

 

20 Novembre 2008

Si tratta di un elemento che emerge in modo molto chiaro dai dati della seconda indagine su “La sicurezza in Italia. Significati, immagine e realtà.” curata da Demos & Pi e Osservatorio di Pavia per la Fondazione Unipolis, di cui si anticipa il focus relativo alla sicurezza sul lavoro.

A percepire un incremento delle condizioni di sicurezza nelle fabbriche e nei cantieri, negli ultimi anni, è circa un rispondente su tre: 35%, due punti percentuali in meno rispetto alla rilevazione di ottobre 2007.

 

Quanti invece ritengono ci sia stato un deterioramento delle condizioni di sicurezza sono quasi la metà: il 47%, con un incremento speculare rispetto a dodici mesi prima.

Un assestamento delle percezioni, dunque, che rinforza le tendenze, di segno negativo, già rilevate nel recente passato. Ma qual è il livello di timore manifestato dai cittadini italiani verso questo tipo di rischio?

 

Se guardiamo alla popolazione nel suo complesso – incluse, quindi, anche le categorie inattive, o i lavoratori impiegati in mansioni a basso rischio – solo il 10% delle persone interpellate afferma di sentirsi frequentemente preoccupato di essere vittima di un incidente sul lavoro.

Il dato, tuttavia, si presenta diversificato in relazione all’attività svolta, e arriva a raddoppiare tra gli operai: il 21%, in questa categoria, teme di essere coinvolto in un incidente sul luogo di lavoro. Ma il dato supera il valore medio anche tra gli stessi imprenditori (12%).

 

Il sondaggio ha poi indagato sulle responsabilità degli incidenti. La maggioranza relativa del campione punta il dito contro gli imprenditori: il 41% li ritiene responsabili per la mancata applicazione delle normative vigenti in materia di sicurezza. Se escludiamo una piccola componente che non si esprime (8%), o che non è in grado di individuare delle colpe ben precise, la rimanente frazione del campione si divide sostanzialmente a metà.

 

Quasi una persona su quattro (24%) attribuisce le colpe innanzitutto all’assenza di controlli da parte delle autorità pubbliche preposte. Un rispondente su cinque (21%), invece, ritiene che le responsabilità maggiori debbano essere attribuite agli stessi operai, che non seguirebbero con sufficiente attenzione le norme di sicurezza.

 

L’indagine “La sicurezza in Italia: significati, immagine e realtà” sarà presentata domani, venerdì 21 novembre 2008, a Roma, nel corso di un incontro coordinato da Gad Lerner, al quale prenderanno parte, oltre a Ilvo Diamanti e Fabio Bordignon, di Demos, Antonio Nizzoli, Osservatorio di Pavia, Chiara Saraceno, Università di Torino, Mons. Vittorio Nozza, direttore Caritas Italiana, Massimo Livi Bacci, Università di Firenze, Pierluigi Stefanini, presidente di Fondazione Unipolis e di Unipol Gruppo Finanziario.

 

Fonte: Repubblica.it

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