La verifica degli impianti di messa a terra

 

01 Agosto 2019

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L’obbligo di effettuare la verifica della corretta messa a terra degli impianti elettrici è stato disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica nr 462/01 (“Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi”) che ha previsto tale adempimento per tutte le aziende con almeno un lavoratore, da eseguirsi a cura di un organismo di ispezione accreditato da parte del Ministero delle Attività Produttive. Lo stesso Ministero ha precisato inoltre, con nota protocollare 10723 del 25/02/2005, che anche i condomini sono a tutti gli effetti soggetti all’obbligo di effettuare le verifiche anche in assenza di lavoratori subordinati.

Per poter risultare accreditati alle verifiche è necessario ricevere apposita certificazione da parte del Ministero, che valuta i requisiti in relazione alle norme tecniche comunitarie UNI CEI. Non sono ritenute valide quindi, ai sensi del DPR 462/01, le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici non abilitati.
La scadenza della periodicità della verifica della messa a terra sul nuovo impianto decorre dalla data di installazione e dal rilascio della dichiarazione di conformità. Anche se l’impianto viene messo in esercizio molto successivamente al rilascio della dichiarazione di conformità la decorrenza delle verifiche periodiche si calcola comunque dalla data presente sulla dichiarazione di conformità.

La mancata effettuazione delle verifiche può comportare, in caso di ispezione, sanzioni a carico del Datore di Lavoro disciplinate dal D.Lgs 81/2008, e in particolare dal D.Lgs 106/2009, che prevedono un carico amministrativo e penale. La sanzione amministrativa si applica anche in caso di assenza dei verbali delle verifiche e prevede importi a carico dell’azienda inadempiente da 500 euro e 1800 euro. La sanzione di carattere penale interviene in caso di mancata verifica degli impianti di messa a terra, della valutazione del rischio elettrico, di assenza di protezioni dal rischio di contatto e di sovratensione e prevede l’arresto da 3 a 6 mesi o un’ammenda tra 2500 euro e 6400 euro.

La periodicità dell’effettuazione delle verifiche è biennale per gli impianti elettrici installati in quelli che vengono definiti dal DPR 151 del 2011 come “ambienti a maggior rischio in caso d’Incendio”, cioè quegli impianti che in caso di incendio comportano rischi più importanti per i lavoratori in considerazione della natura dell’attività, dell’affollamento massimo, della presenza di materiale combustibile o infiammabile. Hanno inoltre periodicità biennale anche i locali ad uso medico o simili (estetista, dentista, veterinario, studio medico) i cantieri edili e gli ambienti con pericolo d’esplosione. Per tutte le altre attività la periodicità è ogni cinque anni. Devono provvedere alla verifica periodica di messa a terra anche le aziende che hanno effettuato modifiche sostanziali sugli impianti elettrici o che hanno avuto verifiche con esito negativo

In collaborazione con Labservice Srl, organismo certificato dal Ministero delle Attività Produttive alle verifiche di impianti di messa a terra alimentati fino a 1000V e dei dispositivi di protezione delle scariche atmosferiche, ANFOS fornisce il servizio di verifica degli impianti di messa a terra. Per ulteriori informazioni e per i costi è possibile contattare il Numero Verde 800 589256.


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