Linee guida etichettatura disinfettanti biocidi, indicazioni del Ministero

 

15 Marzo 2019

etichettatura-biocidi

Il Ministero della Salute ha pubblicato una nota in data 20 febbraio 2019 che fornisce le linee guida sulla corretta etichettatura dei prodotti disinfettanti biocidi presenti in commercio.

La nota è rivolta prevalentemente a chiarire la differenza tra i prodotti disinfettanti, con azione quindi sanitizzante nei confronti di germi e batteri, rispetto a quelli detergenti, che non hanno tale azione antibatterica ma soltanto una funzione di pulizia.  È importante che tale distinzione sia disponibile e di facile lettura fin dall’etichetta del prodotto, per evitare che il consumatore si crei false aspettative nell’impiego del prodotto stesso, ritenendo ad esempio un prodotto detergente in grado di eliminare le cariche batteriche. A tal fine si richiama la differenza tecnica come definita dalla normativa vigente, che esiste tra un prodotto disinfettante (biocida) e un prodotto detergente.

I prodotti biocidi sono quelli che, grazie all’azione chimica o biologica, hanno un effetto distruttivo nei confronti dei microorganismi nocivi, eradicandoli o comunque rendendoli inoffensivi.

Normativa

La normativa di riferimento in questo caso è il Regolamento (Ue) n. 528/2012 che all’articolo 3 definisce i prodotti biocidi come “qualsiasi sostanza o miscela nella forma in cui è fornita all’utilizzatore, costituita da, contenenti o capaci di generare uno o più principi attivi, allo scopo di distruggere, eliminare e rendere innocuo, impedire l’azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo nocivo, con qualsiasi mezzo diverso dalla mera azione fisica o meccanica.”

I prodotti detergenti invece sono quei prodotti che non hanno azione specifica sulle forme microbiologiche ed intervengono esclusivamente sullo sporco, rimuovendolo dalle superfici trattate mediante azione meccanica con potenziale azione igienizzante. Anche se la rimozione dello sporco può comportare quindi una rimozione di alcune forme batteriche. È importante sottolineare che i prodotti detergenti non esplicano azione antibatterica specifica e quindi non sono considerabili a tutti gli effetti dei “biocidi”.

In questo caso la normativa di riferimento è il REG (CE) n.648/2004 che con l’articolo 2.1 definisce i prodotti detergenti come “qualsiasi sostanza o miscela contenente saponi e/o altri tensioattivi destinata ad attività di lavaggio e pulizia “laddove per “sostanza” si intendono “gli elementi chimici e loro componenti allo stato naturale o ottenuti mediante un processo di produzione”.

In merito quindi la nota del Ministero impone di apporre in etichetta diciture specifiche rivolte a garantire l’effettiva azione disinfettante del prodotto e l’autorizzazione ministeriale che ha validato sia le conseguenze sull’uomo che sull’ambiente. Tali prodotti infatti, proprio in considerazione del potenziale effetto nocivo nei confronti di organismi biologici, devono essere testati e autorizzati dal Ministero prima dell’immissione sul mercato.

In conclusione, soltanto i prodotti che riportano in etichetta l’attestazione dell’autorizzazione Ministeriale (ai sensi del Reg. UE n. 528/2012) piuttosto che il numero di registrazione quale presidio medico ai sensi del D.P.R. 392/1998, possono considerarsi disinfettanti e biocidi, mentre quelli privi di tale indicazione sono da considerarsi dei prodotti detergenti che non posseggono caratteristiche chimiche rivolte all’azione specifica di distruzione o inattivazione di germi e batteri.

Info: nota Ministero Salute 20 febbraio 2019 etichettatura disinfettanti 

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