Vigilanza. I Sindacati: “Non abbassare la guardia contro il sommerso”

 

03 Novembre 2008

28 ottobre 2008. I rappresentanti dei lavoratori valutano la direttiva ministeriale sulle ispezioni: ‘Non siamo prevenuti, ma non bisogna perdere di vista l’obiettivo del contrasto agli abusi. Il lavoro nero continua a esercitare un peso troppo forte sull’economia del Paese’

ROMA – Ruolo delle parti sociali e recepimento dei contenuti della recente direttiva ministeriale che pone al centro delle attività di vigilanza un’azione ‘diretta essenzialmente a prevenire gli abusi e a sanzionare i fenomeni di irregolarità sostanziale, abbandonando, per contro, ogni residua impostazione di carattere puramente formale e burocratico’. E’ stato questo l’argomento al centro della tavola rotonda organizzata nell’ambito della prima conferenza nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro, a Roma che ha visto il confronto tra sindacati e professionisti.

‘Sicuramente il tema del rilancio dell’attività preventiva che sta alla base della recente direttiva emanata dal ministero del Lavoro è condiviso, così come l’aspetto, più volte evocato, della certificazione sociale’, ha affermato Francesco Lauria, della Cisl. ‘Rispetto ai processi in atto e al loro scenario, la risposta della Cisl non può che essere di apertura. Anche se non acritica, ma piuttosto progettuale’. Lauria, così, ha esortato a fare di più, e ha ribadito che il sindacato ‘non è prevenuto, ma invita a stare attenti a come gli strumenti indicati dalla circolare vengono utilizzati. E’ importante non perdere di vista eventuali abusi’.

‘Molti dubbi, qualche preoccupazione e qualche suggerimento’ sono stati, invece, espressi sul provvedimento governativo da parte di Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil. ‘Era stato iniziato un lavoro complesso nei confronti di tutto quel sommerso che investe in maniera patologica il nostro Paese e ora è importante non dare l’impressione che ci sia un abbassamento della guardia’, ha affermato. Contestata dalla Uil anche l’interpretazione che vede il lavoro nero ‘legato a un sistema burocratico e vessatorio nei confronti delle imprese’. ‘Questo è un tema, ma non corrisponde a verità totale’, ha sottolineato Loy. ‘E la direttiva sembra percorrere una scorciatoia che a noi non convince’.

Anche Claudio Treves, della Cgil, infine, ha manifestato perplessità. Il sindacato di via Po è ritornato con forza sul legame fra lavoro nero ed economia sommersa. ‘Il punto fondamentale su cui la funzione ispettiva si declina è nella riduzione del peso abnorme che il sommerso ha nel nostro paese’, ha detto Treves, ‘e allora interroghiamoci sul perchè in Italia l’economia sommersa ha una strutturalità così radicata’. Treves ha ricordato la piattaforma di sostegno all’emersione firmata dalle parti sociali nel 2006, che ‘ha dato buoni risultati e grazie alla quale persone sconosciute all’INAIL diventavano conosciute. Per questo è importante continuare sulla strada del binomio repressione/sostegno. Ma ci vogliono soldi e attrezzature per il personale’.

‘Abbiamo letto la direttiva del ministero come un cambio di mentalità e come una riflessione su quello su cui dovrà focalizzarsi l’azione della vigilanza’, è il parere di Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. ‘Il problema principale sono le grosse irregolarità e un’economia sommersa a volte più forte di quella reale. E’ bene dunque che l’attività venga indirizzata alla lotta al sommerso’.

Fonte: Inail


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