TIVOLI: La sicurezza antisismica in edilizia

 

08 Gennaio 2010

sicurezza lavoro ediliziaSi è tenuta a Tivoli una convention di tre giorni, organizzata dall’INAIL, dedicata allo studio della sicurezza in edilizia con particolare riguardo alla questione nelle zone a rischio sismico, prime tra tutte la situazione della città del L’Aquila e dell’Abruzzo dopo otto mesi dal devastante terremoto.
Gli architetti ed ingegneri Inail, facenti parte dell’area consulenza tecnica dell’Inail, riunitosi in questo incontro, hanno fatto il punto della situazione presente nella città abruzzese, recandosi in loco, nella zona rossa del centro storico, per una accurata verifica di edifici e strutture messi in sicurezza solo all’esterno grazie a ponteggi e strutture mobili che consentono di evitare nuovi crolli.
Per quanto invece riguarda la situazione interna delle strutture esternamente stabili, la sicurezza non è ancora attuabile visto il cumulo di macerie che ancora non consentono di accedervi.

Ne consegue che quest’incontro ha voluto porre l’attenzione non solo sul tema dell’incolumità pubblica ma anche e soprattutto per consentire ai lavoratori e volontari all’opera in uno stato continuo di emergenza di mantenere uno stato di sicurezza sui luoghi di lavoro, in queste zone terremotate, necessario ed indefettibile, che consenta loro di evitare i rischi più prevedibili sui luoghi di lavoro.
Nonostante l’evento sismico sia ancora non prevedibile gli esperti puntano il dito sulla mancata attenzione del rischio e pericolo insito in zone di grande vulnerabilità sismica.
Il prevedere o per meglio dire il prevenire possibili rischi legati all’uso di materiali da costruzione più idonei avrebbe potuto ridurre in modo consistente i danni e le morti dell’ultimo terremoto.

A conferma di quanto suddetto un architetto intervenuto al convegno riassumendo quanto visto ha affermato che: “L’Aquila rappresenta un caso tragico, ma a grandi linee circa l’80% delle costruzioni presenti nel nostro paese non ottemperi ai criteri di una reale messa in sicurezza in relazione a eventi sismici. Questo perché si tratta di strutture che sono state edificate in aree successivamente ritenute pericolose dopo il verificarsi di terremoti. Ecco, allora, che è necessario avviare un’azione di generale bonifica di tutto ciò che è già stato costruito’.

Infatti la tre giorni di Tivoli è voluta essere il primo passo da fare lungo il percorso operativo volto a predisporre una strategia d’azione per la messa in sicurezza delle zone ad elevata vulnerabilità sismica, situazione da affrontare e verificare alla luce della nuova normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro,così come modificata dal DLgs 106/09, per il caso in questione soprattutto rispetto ai cantieri edili.
Le nuove disposizioni legislative evidenziano un modo nuovo di approcciare alla costruzione di nuovi complessi e strutture ed all’adeguamento di quelle già presenti.
Infatti a detta degli esperti il terremoto del 6 aprile 2009 che ha letteralmente raso al suolo il centro storico dell’Aquila e paesi limitrofi è stato così catastrofico perché si era costruito in zone prima non ritenute a rischio sismico e quindi le modalità di costruzione non hanno tenuto conto delle regole sulla messa in sicurezza degli edifici presenti in queste zone.
Non è un caso che ad otto mesi dal terremoto il centro storico del L’Aquila è ancora in parte inagibile e considerato “zona rossa”, priva cioè dei limiti minimi per consentire la sicurezza dovuta.
L’unico modo per salvaguardare la sicurezza in zone così vulnerabili geologicamente è quello di stilare una nuova normativa in materia per evitare ulteriori catastrofi di tali dimensione.

Il fine ultimo della tre giorni è stato quello di mettere in atto novità a livello legislativo sia per quanto concerne la messa in sicurezza degli edifici presenti che per la costruzione di nuove strutture all’avanguardia della tecnica.

L’area di consulenza tecnica dell’Inail si è detta pronta ad affrontare questa nuova sfida, avendo già preparato una bozza di quelle che potrebbero essere le novità sulla normativa edile per il rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro.
Il predisporre una nuova normativa antisismica in materia di sicurezza applicabile a livello nazionale consentirebbe di salvaguardare il nostro paese da ulteriori catastrofi naturali, anche in zone che ad oggi non sono considerate a rischio, ne discende che l’attenzione degli opertatori deve concentrarsi sulla tutela della sicurezza a tutti i livelli, dal primo momento di costruzione al secondo momento di abitabilità dei nuovi edifici costruiti a regola d’arte.


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