Diritti delle lavoratrici in gravidanza

 

Madri lavoratrici e sicurezza

Nel nostro Paese le lavoratrici madri hanno ricevuto una tutela grazie alla Costituzione, la quale stabilisce che le donne che lavorano devono godere degli stessi diritti e devono percepire gli stessi stipendi dei lavoratori uomini. Questo principio trae origine dall’idea che le condizioni di lavoro alle quali è sottoposta una lavoratrice devono permetterle di svolgere il suo ruolo all’interno della famiglia e devono garantire alla donna incinta di ricevere un’adeguata protezione contro i rischi.

Una innovazione è stata apportata dalla L. 53/2000 e dal Testo Unico per la tutela ed il sostegno della maternità e paternità (D. Lgs. 151/2001), i quali hanno allargato la tutela anche al padre lavoratore, concedendogli la possibilità di poter usufruire di un trattamento particolare dopo la nascita del figlio.
Nello specifico, il Testo Unico per la tutela della salute delle lavoratrici prevede che queste possano beneficiare di particolari misure di sicurezza per tutta la durata della gravidanza e per i sette mesi successivi al parto. Inoltre questa legge sancisce l’obbligo del cosiddetto congedo per maternità (astensione obbligatoria), cioè l’impossibilità per il datore di lavoro di impiegare al lavoro le donne durante il periodo di tempo che intercorre tra i due mesi precedenti e i tre successivi al parto. Lo stesso vale per le madri che abbiano avuto in adozione o in affidamento un bambino con al massimo sei anni di età. Se poi la gravidanza comporta un rischio per la madre o per il nascituro, o se presenta delle complicanze prima dei due mesi dalla data ipotetica del parto, il congedo può essere richiesto con ulteriore anticipo presentando apposita domanda alla Direzione Provinciale del Lavoro. Sempre il Testo Unico stabilisce il divieto di far eseguire alla lavoratrici i lavori faticosi, di far trasportare e sollevare pesi e di svolgere lavori pericolosi ed insalubri. Viene inoltre specificato che le donne in gravidanza, non possono essere esposte a radiazioni ionizzanti o a qualsiasi altra radiazione che possa contaminare la madre ed il nascituro. Durante tutto il periodo della gestazione la lavoratrice che svolge lavori particolarmente rischiosi o faticosi deve essere destinata ad altri impieghi, ma se ciò non dovesse risultare possibile a causa della metodologia di lavoro dell’azienda, la lavoratrice può subire l’interdizione dal lavoro fino al compimento del settimo mese d’età del figlio.

Le lavoratrici non possono nemmeno prestare lavoro notturno dal momento in cui dichiarano al datore di lavoro la propria gravidanza fino al raggiungimento dell’anno di vita del figlio. Infine, durante i mesi di gravidanza le lavoratrici gestanti hanno diritto a godere di permessi retribuiti per sostenere esami clinici e visite mediche, presentando successivamente al datore di lavoro i certificati medici che comprovano la data e l’orario dell’accertamento eseguito.

 


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