SICUREZZA SUL LAVORO: Trento alcoltest sui luoghi di lavoro

 

10 Marzo 2010

Recenti ricerche statistiche a livello nazionale hanno evidenziato come alcol e droga rappresentino un’annosa piaga sociale: non solo per gli effetti negativi che producono sulla collettività sociale, ma anche e soprattutto per gli effetti sul singolo individuo lavoratore con la conseguenza di incidere fortemente sugli infortuni spesso mortali nei luoghi di lavoro.
Ad oggi si stima che un infortunio su tre, in ambiente lavorativo,sia causato da alcol e droga, in primis la cocaina.

medico competente sicurezza sul lavoroL’uso di tali sostanze incide negativamente sulla capacità del lavoratore non più consapevole dei rischi insiti nella propria attività lavorativa, tanto che gli ultimi dati statistici parlano del 30% di infortuni alcol-droga correlati sul totale rilevato.
In conseguenza di ciò, la Provincia di Trento,anche a seguito del recepimento dell’Accordo Stato Regioni del 2007, ha avviato a partire dal 15 di gennaio un programma di interventi concreti sul posto di lavoro, da effettuarsi in collaborazione con l’EBAT, acronimo di Ente Bilaterale Artigianato Trentino, ed il Sert, al fine di ridurre il fenomeno degli infortuni sul lavoro nella regione.

Oltre alla via dell’informare per prevenire, con la redazione di opuscoli informativi per sensibilizzare i lavoratori sul tema della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, la Provincia di Trento ha ritenuto necessario intervenire direttamente con controlli a tappeto all’interno dei luoghi di lavoro, in ufficio così come in fabbrica.
Tali controlli avverranno, per l’uso di sostanze stupefacenti, senza preavviso ed a sorpresa attraverso un mero esame delle urine; viceversa nel caso di consumo di sostanze alcoliche i controlli saranno eseguiti durante le visite periodiche del medico competente sul lavoro.

I controlli saranno mirati ed avverranno nelle aziende che hanno alle proprie dipendenze lavoratori addetti alle mansioni “a rischio”:dagli autotrasportatori ai conduttori di mezzi pubblici, dai mulettisti agli operatori sanitari, nonché ai lavoratori a contatto di sostanze tossiche e fuochi d’artificio.
Sarà cura ed onere del datore di lavoro, per garantire una maggiore sicurezza ai propri dipendenti ed una conseguente maggiore produttività all’impresa, comunicare al medico del lavoro competente il numero di addetti a mansioni a rischio presenti nella sua azienda, in modo da indirizzare i controlli medici.

A conferma dei dati ufficiali e di quanto su detto, le parole della vice direttrice del Sert di Trento, Dott.ssa Roberta Ferrucci, e del rappresentante del Servizio Algologia dell’Azienda Sanitaria locale, Dott. Roberto Cancheri; la prima ha affermato che: “Su 989 pazienti in cura nel 2008 il 63% aveva un’occupazione stabile. Questo significa che l’utilizzo di sostanze stupefacenti è una realtà preoccupante anche in Trentino”.
L’utilizzo di droghe in ambito lavorativo, principalmente cocaina è legato alla possibilità di reggere ritmi di lavoro più elevati, tanto che i settori più a rischio, così come per l’abuso di alcol, risultano essere quello cantieristico e degli autotrasportatori.

Il rappresentante del Servizio Alcologia dell’Azienda Sanitaria di Trento, Dott. Roberto Cancheri ha ribadito che la percentuale del 30% ricavata dalle ultime rilevazioni statistiche è più che plausibile in Trentino, che è ai primi posti per il consumo procapite di alcol in Italia,ma ha anche sostenuto che: ”è difficile valutare quando un infortunio è causato dall’alcol perché non c’è alcoltest come nel caso di incidenti stradali. Certo, l’incidenza è significativa e purtroppo i controlli restano un punto debole”.


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