SICUREZZA SUL LAVORO: Giornata Internazionale del Migrante

 

28 Dicembre 2009

L’ultima rilevazione Inail sui dati riguardanti gli infortuni lavorativi parla chiaro: gli infortuni sul lavoro capitati ai lavoratori stranieri hanno riscontrato un aumento pari al 2 % rispetto al 2008, attestandosi al numero di 143.561.

lavoro stranieriStessa situazione si ritrova negli infortuni mortali cresciuti fino ai 190 denunciati nello stesso anno 2008. Dallo stesso rapporto Inail si ricava che tra i settori più colpiti ci sono le costruzioni e l’agricoltura. E’ partendo dall’analisi di questi dati che bisogna analizzare la situazione degli stranieri che lavorano in Italia.
Il 18 Dicembre giornata loro dedicata è quindi l’occasione più consona per occuparsi delle loro tutele.
I migranti, fondamentalmente sono persone bisognose, che si adattano a qualsiasi tipo di lavoro, poco gratificanti sia per la qualifica che per l’inserimento ai livelli contrattuali più bassi.

Nonostante questo il loro lavoro contribuisce a muovere l’economia mondiale, infatti parte dei guadagni vengono inviati nei paesi di origine ( le stime in proposito parlano di circa 160-250 milioni di dollari all’anno) e contribuiscono allo stesso modo alla crescita dei paesi ospitanti.
Agli stranieri che lavorano in Italia si affidano i lavoro non graditi e rifiutati dagli italiani, perché più a rischio e poco retribuiti.
Deriva da questa affermazione il detto delle 3 d loro associato: “dirty, dangerous, degrading”.

La manodopera straniera è in forte crescita nei settori meno retribuiti: dall’edilizia, ai servizi domestici, all’assistenza sanitaria.
La Giornata Internazionale del Migrante rappresenta quindi l’appuntamento per tutte le organizzazioni governative e gli Stati UE per diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro, un informazione attenta sui rischi cui sono esposti e i sistemi per prevenirli; infatti gli infortuni degli stranieri sono spesso legati alla loro scarsa informazione in tema di sicurezza sul lavoro.

Tale evento è un modo concreto di garantire i loro diritti e le libertà fondamentali sul lavoro, costretti come sono ad affrontare lavori in situazioni di precarietà e senza alcun tipo di protezione.
Proprio per garantire la stessa sicurezza lavorativa di cui godono gli autoctoni, l’Inail ha avviato numerose iniziative sul territorio, prima fra tutte la campagna iniziata la scorsa estate “lavorare sicuri”, per dare loro le informazioni base in materia di valutazione dei rischi e sicurezza sul lavoro.
L’unica via percorribile per ridurre il fenomeno infortunistico degli stranieri è quello di agire sull’informazione.

Purtroppo però finora le aziende che occupano stranieri anche non registrati hanno fortemente evitato il tema della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
L’ultima rilevazioni Inail datata ottobre 2009 evidenzia che il numero più alto di infortuni avviene nell’attività industriale di tipo edilizio con denunce che corrispondono al 15% del totale degli infortuni annui occorsi ai lavoratori stranieri.
Tali dati vanno analizzati tenendo conto del fenomeno del lavoro nero, infatti sono riferiti esclusivamente ai lavoratori stranieri assunti regolarmente nel nostro paese, per i quali il datore di lavoro procede a denuncia.


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