Sicurezza alimentare, Relazione al PNI 2017

 

12 settembre 2018

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È stata pubblicata dal Ministero della Salute il 7 agosto la Relazione annuale 2017 prevista dal Piano Nazionale Integrato (Pni) 2015-2018 con i dati relativi al controllo degli alimenti svolti nella filiera alimentare. La Relazione rappresenta un punto di partenza per lo sviluppo e il coordinamento delle future azioni di sorveglianza, messe a punto dagli enti di controllo e dagli organi di polizia nei settori della sicurezza e qualità degli alimenti all’interno dell’intera catena produttiva alimentare nel corso dell’anno 2017.

Organi di controllo

I controlli sono stati effettuati dalla sinergia di diverse amministrazioni, sotto il coordinamento della Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione (Dgisan) del Ministero, che rappresenta il Punto di contatto nazionale per il Pni e supervisiona nell’ insieme le attività di vigilanza e l’elaborazione delle relative relazioni annuali. Le amministrazioni coinvolte nel Piano sono: il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, le Regioni e Province autonome, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i reparti specializzati dei Carabinieri per la tutela della Salute e i Carabinieri per la tutela Agroalimentare, le Capitanerie di porto e la Guardia di Finanza.

La relazione si articola su cinque aree tematiche, ognuna dedicata a una tipologia di attività svolta dagli enti ispettivi: le attività di controllo effettuate, le non conformità individuate, le azioni correttive e le misure adottate, il piano di miglioramento e la valutazione dei risultati.

Le specifiche azioni di controllo sono raggruppate in diverse macro-aree: Alimenti, Mangimi, Benessere animale, Sanità animale, Sanità delle piante e Attività a carattere trasversale.

Tra le principali criticità riscontrate dall’ analisi dei risultati nel settore igienico alimentare, la relazione evidenzia:

  • l’uso di principi attivi ad azione farmacologica non autorizzati e il non corretto utilizzo di farmaci veterinari;
  • il riscontro di pericoli emergenti tra i contaminanti organici, come le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas);
  • la presenza di contaminanti quali le micotossine e i metalli pesanti;
  • il mancato rispetto del buono stato di conservazione degli alimenti e della catena del freddo in particolare dei prodotti della pesca;
  • la non conformità rispetto ai requisiti microbiologici di sicurezza alimentare per presenza di batteri potenzialmente nocivi;
  • la presenza di allergeni non dichiarati negli alimenti, soprattutto soia e uova.

Controlli alimentari

Nel 2017, i Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione e i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl hanno verificato la conformità in 176.217 stabilimenti “riconosciuti” e in 172.399 attività produttive “registrate” (impianti e attrezzature dei locali, strutture e mezzi di trasporto). Nel corso di tali ispezioni sono state individuate poco meno di 74.000 violazioni delle norme igieniche, corrispondenti al 21% circa delle aziende controllate.

Le attività di campionamento hanno interessato circa 47.800 campioni di alimenti, bevande e materiali a contatto con alimenti, in conformità a quanto previsto dal PNI sono stati analizzati 44.104 campioni di cui 39, pari allo 0,09 % del totale sono risultati irregolari.

Le attività di controllo esercitate da parte del nucleo dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) hanno portato a riscontrare 11.470 violazioni, con la conseguente segnalazione di circa 9.500 illeciti amministrativi e 1.333 illeciti giudiziari.

Le attività di controllo esercitate da parte del Ministero delle Politiche agricole, forestali e del turismo – Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, svolte per verificare i livelli della qualità degli alimenti, ha interessato circa 50.000 controlli a seguito dei quali sono state evidenziate irregolarità amministrative ed elevate diffide che hanno portato a eseguire 892 sequestri per un valore superiore ai 103 milioni di euro.

Da sottolineare come l’impegno delle risorse della Guardia di Finanza abbia svolto un ruolo importante nella tutela del consumatore. I controlli svolti dalla Gdf hanno portato infatti a sequestrare oltre 823 tonnellate di prodotti agroalimentari solidi e oltre 217 mila litri di generi alimentari liquidi, oggetto di frode commerciale e/o sofisticazione.

Info: Ministero Salute, Relazione al PNI 2017

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