Rapporto 2017 Piano nazionale additivi 2015-2018, Ministero Salute

 

02 novembre 2018

controlli-alimenti-additivi

Il Ministero della Salute ha pubblicato il rapporto relativo all’anno 2017 sui dati dei controlli alimentari, che si inserisce nel Piano nazionale additivi 2015-2018, e che illustra gli esiti delle verifiche sulla presenza degli additivi nei cibi. La relazione propone un quadro generale della situazione confrontata con i primi due anni di campionamenti e riassume i risultati sull’intero triennio a livello nazionale in considerazione di quanto richiesto dal Piano alle singole regioni e Provincie Autonome.

In linea generale tutti gli enti coinvolti hanno provveduto a comunicare al Sistema centralizzato di raccolta, anche se si evidenziano ancora alcuni disallineamenti tra il numero di campioni prelevati e le analisi effettuate, così come sui dati raccolti relativi alle non conformità riscontrate. Restano quindi dubbi sui criteri richiesti per le modalità di inserimento dei dati stessi a sistema, che dovrebbero essere allineati per rendere meglio confrontabili i risultati.

Nel complesso sono stati raccolti nell’arco dei primi tre anni, dati su tutte le categorie di alimenti richieste dal Piano per un totale complessivo di 3.627 analisi che hanno riguardato sia i prodotti alimentari (3.458) che gli additivi tal quali (169), per un totale di 12.416 determinazioni analitiche.

Gli alimenti che maggiormente sono stati interessati dal programma di controllo sono le carni, le bevande, i prodotti del mare, i prodotti della terra e la confetteria.  Gli additivi alimentari più ricercati sono stati suddivisi per classi funzionali allo scopo dell’aggiunta del prodotto e riguardano prevalentemente i conservanti alimentari (52%), i coloranti (29%), gli antiossidanti e gli edulcoranti (4%).

I controlli di specifiche sostanze negli alimenti hanno riguardato la presenza di metalli pesanti, e il grado di purezza di additivi quali l’acido citrico, l’acido ascorbico, la pectina, il glicerolo, la gomma arabica, la curcumina e il sorbitolo. In proposito la relazione sui dati del 2017 evidenzia come il controllo dei requisiti di purezza degli AA sia stato pari al 75% dei campioni richiesti e, nonostante non sia stata ancora raggiunta la completa attuazione, si riscontra comunque un miglioramento rispetto all’anno 2016 quando la percentuale arrivava al 57%.

I risultati mostrano come su 3.458 campioni di additivi analizzati siano state riscontrate 51 non conformità corrispondenti all’1.5% dei campioni prelevati. Le non conformità maggiori riguardano la presenza negli alimenti, al di sopra dei limiti considerati innocui, di additivi quali l’anidride solforosa, alcuni nitrati e l’acido ascorbico. In numero minore sono stati anche evidenziati coloranti quali il rosso ponceau o la curcumina e edulcoranti quali la saccarina. Alcune non conformità minori riguardano la la mancata dichiarazione in etichetta di AA “quantum satis” nelle carni.

Relativamente alle categorie alimentari, dove sono state riscontrate il maggior numero di non conformità, le carni risultano al primo posto con il 49% delle violazioni riscontrate, seguite dai prodotti ittici con il 37% e dalle bevande e ortaggi con il 4% ognuna.

In line a generale e dal confronto con le annualità precedenti si può concludere che:

  • Il sistema di attribuzione della categoria di rischio appare sostanzialmente adeguato.
  • La percentuale riscontrata di prodotti non conformi è rimasta sostanzialmente costante (2% nel 2015, 1.3% nel 2016, 1.5 % nel 2017)
  • I risultati dei controlli effettuati confermano l’esigenza di monitorare l’uso corretto o non consentito di additivi negli alimenti.
  • I dati del 2017 confermano che la classe funzionale dei dolcificanti, risulta complessivamente ancora poco indagata sotto il profilo analitico.

Info: relazione dati 2017 Piano nazionale additivi 2015-2018

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