Nuovo codice appalti, entra in vigore con pubblicazione in GU

 

02 Maggio 2016

nuovo-codice-appaltiEntra in vigore al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 19 aprile 2016, il nuovo codice appalti, Decreto Legislativo 50/2016, in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Rispetto al precedente provvedimento (D.lgs 163/2006), vengono introdotte alcune significative novità e vengono ripristinate alcune misure in precedenza soppresse. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Appalto di lavori sottosoglia (art. 36)

L’assegnazione di un appalto inferiore a 40 mila euro potrà essere effettuata direttamente ad una impresa di fiducia, nelle gare di appalti per lavori di importi compresi tra 40 mila e 150 mila euro, dovranno essere coinvolti almeno cinque diversi operatori, nelle gare per importi fino a un milione di euro si dovrà utilizzare la procedura ristretta con il coinvolgimento di almeno dieci imprese, mentre per le assegnazioni di lavori con importi superiori al milione di euro si continueranno ad utilizzare le misure in vigore.

Subappalti di lavori (art. 105)

La quota di lavoro assegnato in subappalto non potrà eccedere il 30% dell’importo complessivo per i lavori di cui all’articolo 89 (avvalimento), si potrà ricorrere al meccanismo del subappalto, anche in misura del 100%, solo se esplicitamente previsto nella gara. Nelle concessioni con importi complessivi che eccedono i 150 mila euro (art. 177), la società in house potrà gestire il 20% delle attività o affidarle a società direttamente o indirettamente controllate, il restante 80% dovrà essere assegnato tramite gara. Sono previste sanzioni per i trasgressori, che verranno ispezionati a cura della Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), in misura proporzionale all’importo dei lavori.

Sconti sulle garanzie (art. 93)

La garanzia copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’affidatario ed è svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto medesimo.

Sarà possibile, per le aziende in possesso di certificazioni, usufruire di sconti sulle garanzie e sugli eventuali rinnovi, con le seguenti modalità: del 50% (anche cumulabile con le agevolazioni di seguito elencate) per gli operatori in possesso di una certificazione UNI/EN/ISO9000, del 30% per gli operatori registrati al sistema EMAS di ecogestione, del 20% per le imprese certificate UNI/EN/ISO 14001, in misure diverse che dipendono dalla tipologia di appalto saranno concesse agevolazioni alle imprese con un buon livello di compliance di legalità ai sensi del D.Lgs 231/2001 e alle aziende certificate per la sicurezza UNI/EN/ISO18001.

Criteri di aggiudicazione (art. 95)

Verrà conferita grande importanza al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che assumerà il ruolo decisivo nella scelta del miglior operatore e che sarà il criterio obbligatorio di scelta in settori nei quali è più significativo l’utilizzo di manodopera: servizi di pulizia, ristorazione ospedaliera e scolastica e alcuni servizi di assistenza sociale.

Viene introdotto un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti (art. 38) che definisce una classificazione delle imprese in considerazione di criteri premianti che consentiranno alle aziende più rispettose di avere maggiori possibilità di conferire appalti per servizi e opere con importi crescenti. In parallelo, il sistema del “rating di impresa” (art. 84, 4c) contribuisce ad attribuire un punteggio alle imprese maggiormente qualificate in considerazione di rispetto dei tempi, assenza di contenziosi, contenimento dei costi.

L’art. 22 introduce la Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi, che mediante l’utilizzo dello strumento del dibattito pubblico rende obbligatorio da parte di amministrazioni ed enti aggiudicatori, il coinvolgimento di portatori di interessi (ivi compresi i comitati cittadini) negli appalti relativi ai grandi progetti infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, la città o sull’assetto del territorio.

Il Progetto di fattibilità tecnica ed economica (art. 23, c5) consente alla stazione appaltatrice di identificare la soluzione più conveniente in relazione ai costi e benefici per la collettività; il progetto deve essere redatto tenendo in considerazione le caratteristiche dei lavori da realizzare in termini tecnici ed economici.

Info: decreto legislativo 18 aprile 2016 n.50


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