Maschio, giovane e poco qualificato: ecco il lavoratore più a rischio infortunio.

 

14 Ottobre 2009

E’ di questi giorni la presentazione del dossier su infortuni e disturbi alla salute causati dal lavoro a cura dell’Osservatorio dell’Inca-CGIL. Dal dossier, che analizza i risultati dell’indagine sulle forze di lavoro pubblicata da Eurostat e dedicata in particolare ai rischi per l’incolumità e per la salute dei lavoratori dell’Unione europea, emergono dati che mostrano quanto sia ancora lunga la strada per una reale e diffusa sicurezza sul lavoro e un impegno serio alla prevenzione attraverso la formazione.

Dal dossier emerge infatti che più del 40% dei lavoratori europei dichiara di essere esposto a rischi per la propria salute durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Certo, ci si potrebbe consolare considerando che solo il 3,2% dei lavoratori ha poi effettivamente subito un infortunio e che ‘solo’ l’8,6% soffre di un disturbo collegato al lavoro, ma non è in questo senso che vanno lette le ultime normative relative alla sicurezza sul lavoro, che tendono invece ad eliminare la causa dei rischi e quando non possibile ad incrementare le misure di protezione. Inoltre va anche considerato che una percentuale apparentemente piccola come il 3,25% a livello europeo significa in realtà quasi 7 milioni di persone, poco meno di tutti gli abitanti della Svizzera.

Il rapporto della CGIL tracci anche un identikit del lavoratore più frequentemente vittima di infortuni: si tratta soprattutto di giovani maschi al di sotto dei 25 anni. Tra questi infatti la percentuale di infortuni sale addirittura al 5%. Particolarmente interessati sono coloro che svolgono lavori manuali e poco qualificati.


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