Lombardia, calano gli indici infortunistici ma le ispezioni rimangono troppo poche.

 

22 Ottobre 2009

I dati recentemente diffusi dall’Inail mostrano che in Lombardia vi è la tendenza, se pur non omogenea tra tutte le tipologie di lavoratori, ad un calo degli indici infortunistici, scesi del 5% tra il 2007 e il 2008 e del 7% rispetto al 2006. Nel 2008 la riduzione degli infortuni nel settore dell’industria è stata pari all’11%, mentre nelle costruzioni si è arrivati quasi il 19%.
Dati certamente positivi ma che non devono assolutamente indurre ad abbassare la guardia sul rispetto delle norme relative a sicurezza e formazione, come hanno sottolineato il ministro del Welfare Sacconi e il presidente della Regione Formigoni commentando i dati dell’ Inail. «Nell’ambito della salute e della sicurezza – ha detto il ministro Sacconi – registriamo un trend positivo. Dal 1963, anno del picco di incidenti mortali, la discesa è stata costante. Tuttavia non possiamo accontentarci di ciò, come del confronto europeo dove siamo in una condizione leggermente migliore rispetto al resto dell’Unione».

«Da una parte vogliamo rafforzare i controlli – ha sottolineato Formigoni – soprattutto sulla strada della prevenzione e aiutare i lavoratori a conoscere meglio le leggi per applicarle in maniera più costante. In secondo luogo puntiamo però alla semplificazione, perché l’artigiano che magari è solo a capo di un’azienda deve poter perdere meno tempo in burocrazia e deve avere accesso più agile alle regole sulla sicurezza. Inoltre la Regione è pronta ad assumersi maggiori responsabilità, per questo si candida a sperimentare, attraverso un accordo con il ministero, un modello che ci assegni il ruolo di coordinamento dei piani di controllo di tutti gli enti che operano sul territorio».

Qualche cosa in tal senso è già stata fatta visto che con l’adozione del piano regionale della sicurezza è stata incrementata l’attività ispettiva da parte delle Asl, passando da 26.215 sopralluoghi del 2007 a 52.309 nel 2008. Controllare in maniera capillare rimane però ancora un obiettivo lontano e difficile da raggiungere. « Il numero di incidenti sul lavoro e di morti bianche è in calo da cinque anni  – spiega Francesco Barela, direttore regionale INAIL Lombardia  – Ma non bisogna abbassare la guardia: ci sono buone leggi che vanno applicate e bisogna vigilare sulla loro applicazione. L’ INAIL Lombardia può contare su 49 ispettori,  mentre le imprese attive sul nostro territorio sono quasi 600mila. Difficile lavorare in queste condizioni».


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