Lavorare che stress! Lo dicono 9 milioni di italiani

 

25 Marzo 2010

Lavoro, che stress! A dirlo in tutta Europa sono, secondo una ricerca dell’Inail, circa 40 milioni di lavoratori, di cui 9 milioni solo in Italia. Stando ai dati presentati ad un convegno tenutosi di recente al policlinico Gemelli di Roma, a soffrirne di più sono soprattutto le donne, colpite addirittura il doppio rispetto ai colleghi maschi.

Lo stress da lavoro correlato, così come è inteso in queste ricerche, si configura come una vera e propria malattia professionale, con ripercussioni serie sia dal punto di vista fisico che psicologico, e presa come tale in considerazione dall’Inail. Tra i sintomi e le conseguenze più comuni per i lavoratori sottoposti a stress l’Inail segnala disturbi gastrointestinali e cardiovascolari, affaticamenti e depressioni che possono portare alla perdita di oltre il 50% delle giornate lavorative con costi collettivi calcolati, per l’intera Europa, intorno ai 20 miliardi di euro l’anno.
E questo senza considerare il calo di rendimento che sempre accompagna un lavoratore sotto stress.

I dati di ricerche comparative svolte a livello internazionale mostrano inoltre che gli italiani soffrono di questo problema molto più dei lavoratori di altri paesi. I 9 milioni di lavoratori stressati dello stivale corrispondono infatti a una percentuale del 41%, praticamente il doppio di quel 22% che viene preso in considerazione come media dell’Unione Europea.
Il D.lgs 81, detto anche Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro, non ignora certo questo fenomeno ma ribadisce anzi l’obbligo di valutarlo tra i rischi lavoro-correlati per la salute.

Tra le cause dello stress che gli esperti reputano più rilevanti ci sono il precariato o comunque  l’essere impiegati tramite contratti atipici, il che renderebbe i lavoratori più esposti a pressioni e, contemporaneamente, meno soddisfatti e motivati. Ma, all’opposto, anche lavorare a ritmi molto intensi ed essere caricati di continue responsabilità è fonte di stress.

Secondo una ricerca svolta da Scs Consulting, infatti, la percentuale più alta di stressati è tra i professionisti (40%) – anche loro forse perché in qualche modo ‘precari’ – i tecnici (35%) e, a brevissima distanza con un 32%, i Manager. Insomma lo stress è trasversale, preferisce le donne ma alla fine sono ben poche le categorie di lavoratori italiani che possono dire di essere ‘stress-free’.


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