Infortuni in calo nelle Marche. Sempre a rischio i lavoratori stranieri.

 

10 Novembre 2008

ANCONA – Calano in modo rilevante gli infortuni nelle Marche. Lo scorso anno, infatti, sono state 32.157 le denunce pervenute all’INAIL, circa 1.433 casi in meno rispetto al 2006. La flessione registrata, pari al 4,3% risulta essere di gran lunga superiore sia al -2,7% del 2006, sia alla diminuzione del 1,7%, valutata su scala nazionale. Crescono, invece, le malattie professionali: 1.897 denunce a fronte delle 1.835 del 2006, con un incremento del 3,3%. Questi, in sintesi, i dati del Rapporto Regionale Annuale 2007 dell’INAIL – Direzione Regionale per le Marche, presentato oggi nel palazzo della Giunta regionale ad Ancona.

Il Rapporto conferma il forte trend di diminuzione del fenomeno infortunistico nella regione. Il dato viene confermato anche dai dati nazionali relativi all’indice di frequenza degli infortuni in relazione al numero degli occupati. In questa specifica graduatoria, infatti, le Marche occupano per l’anno 2007 il 9° posto ( triennio consolidato 2003/2005), a fronte del 2° posto del 2003 (triennio consolidato 1999/2001). ‘Pur nella drammaticità della situazione infortunistica che continua a interessare migliaia di persone si registrano sicuramente risultati positivi’, sottolinea il direttore regionale dell’INAIL, Sandro Passamonti. ‘Nel quinquennio 2003/2007 le Marche hanno avuto una riduzione del 14,5 % a fronte di un calo su scala nazionale del -6,6%. Anche l’indice di frequenza alla luce dei dati 2006/2007 sembra destinato a migliorare la posizione della regione’. Un bilancio positivo emerge, così, anche dall’osservazione dei dati estesa al periodo 2001/2007, con una contrazione di 7.965 infortuni denunciati (dai 40.122 casi del 2001 ai 32.157 casi del 2007, per un -19,8%).

Persistono, tuttavia, in questo contesto alcune categorie di lavoratori ‘in controtendenza’ e, dunque, particolarmente a rischio: ovvero, i lavoratori atipici – divisi in interinali (+9,8%) e parasubordinati (+5,9%) – e gli stranieri. La percentuale degli incidenti che vede coinvolti lavoratori immigrati segue, infatti, un andamento crescente in quasi tutti i settori produttivi e ha riguardato, nel 2007, il 19% del totale degli eventi denunciati. In tutto si tratta di 5.966 casi: dato, in buona parte, dovuto alla crescita del numero degli stranieri che vivono e lavorano nella regione. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, il bilancio è equivalente a quello dell’anno precedente: 32 casi. Da sottolineare che 17 di questi, il 53%, sono dovuti a incidenti stradali. A livello storico, però, l’andamento registra una flessione del 46,7% (nel 2001 le morti bianche erano state 60). ‘Molti incidenti sul lavoro dimostrano che i comportamenti individuali hanno un peso estremamente rilevante nella determinazione degli infortuni’, ha commentato Passamonti. ‘Il problema, oggi, non è più quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma di fare capire il ruolo che ognuno di noi, con i propri comportamenti, può svolgere a favore della sicurezza. Fondamentale, soprattutto, è mantenere viva l’attenzione, come ricorda la campagna informativa recentemente lanciata dall’INAIL e dal ministero del Lavoro: una parola che comincia per ‘A’ e finisce con ‘salvarti la vita’.

Nell’ambito della presentazione del Rapporto è stato illustrato, infine, anche il terzo Protocollo d’Intesa INAIL-Regione Marche, siglato il 24 aprile scorso. ‘Questa intesa consolida e sviluppo un rapporto iniziato con la Regione nel 2001’, dichiara Giuseppe Maria Mariotti, direttore INAIL della provincia di Pesaro Urbino. ‘E’ un riannodare i fili del lavoro, delle attività, delle sinergie indirizzandoli verso fronti caldi della prevenzione, come possono essere le malattie professionali, gli aspetti della comunicazione, il fatto di fare studi epidemiologici su settori a rischio. E’, soprattutto, uno strumento ulteriore per fare rete sul territorio. Con questo protocollo si agganciano ulteriormente le istanze del territorio chiamando in causa e coinvolgendo anche le cosiddette parti sociali’.


Fonte: Inail


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