Malattie professionali, pubblicato il rapporto Malprof 2011-2012

 

19 Aprile 2017

Il Dipartimento di Medicina ed Epidemiologia dell’Inail ha pubblicato la settima edizione del rapporto relativo alle denunce di malattie professionali in Italia, per il biennio 2011 – 2012 MalProf 2011-2012, coerentemente a quanto previsto dall’Accordo Quadro sottoscritto nel dicembre 2015 tra Inail, il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni, e facendo seguito alle indicazioni definite nel Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2014 – 2018.

Il PNP ha previsto la definizione dei criteri univoci e standardizzati per la raccolta delle informazioni sulle malattie professionali, in modo da rendere i dati facilmente confrontabili con quelli relativi agli anni precedenti e con l’obiettivo di creare una data base omogeneo sul quale elaborare un’efficace strategia per la prevenzione dei rischi per la salute dei lavoratori.

In aggiunta a quanto contenuto nei rapporti precedenti, e in conformità ai criteri auspicati dal PNP appena descritti, è stato introdotto per la prima volta con questa edizione, il criterio di ammissibilità dei casi segnalati che mette in relazione la probabilità che la malattia sia stata sviluppata effettivamente in seguito all’esposizione ad un determinato nesso casuale ed attribuendo quindi un valore probabilistico ad ogni evento. Il rapporto è strutturato in modo da illustrare i dati raccolti a livello nazionale, suddividendoli in tabelle esplicative che mettono a confronto le relazioni esistenti tra generi, classi di età, tipologia di malattia e settori commerciali di provenienza. Hanno partecipato alla raccolta dei dati sedici regioni italiane di cui due (Veneto e Piemonte) non sono assoggettate ai criteri di raccolta INAIL e quindi, adottando criteri di classificazione leggermente diversi, sono state trattate a parte all’interno del rapporto nazionale.

Dalle quattordici regioni rimanenti sono state ricevute circa 16.000 segnalazioni all’anno, di cui circa 5.000 provenienti dall’Emilia Romagna (la regione con più segnalazioni sia in termini assoluti che in relazione alla popolazione lavorativa), seguita da Toscana (circa 3.500 casi mediati sul biennio) e Lombardia (poco meno di 3.000 casi di media).

In aumento le segnalazioni provenienti da fasce di età più alte, un dato che cresce gradualmente e costantemente nel corso degli ultimi quattro anni esaminati dal rapporto, sia per quanto riguarda i lavoratori di genere maschile che le lavoratrici di genere femminile: 56% le denunce provenienti da soggetti con più di cinquant’anni di età nel 2009, 60% nel 2010, 63% nel 2011 e 65% nel 2012.

Fino al 2011 la quantità di segnalazioni che pervenivano in seguito a sviluppo di malattie derivanti da esposizione al rumore era di fatto la più significativa (24,6%); i dati del biennio in esame indicano un calo di queste tecnopatie nel secondo anno, che vengono soppiantate da quelle derivanti da patologie muscolo scheletriche (25% contro il 20% delle ipoacusie); inoltre se sommate insieme le tre classi di patologie muscolo-scheletriche (malattie del rachide, sindrome del tunnel carpale, altre malattie muscolo-scheletriche) nel 2012 si arriva ormai a quasi il 62% del totale delle segnalazioni.

Tale dato viene confermato anche dall’analisi per fasce di età, che indica come alcune malattie siano specificamente legate ad alcune classi di età piuttosto che ad altre; in particolare sembrano soffrire maggiormente di malattie della pelle i giovani al di sotto dei trent’anni (25%), mentre i lavoratori più anziani (sopra i sessant’anni) sono maggiormente interessati da tumori alla pleura ed al peritoneo (15%).

I lavoratori provenienti dall’estero sono in maggioranza cittadini rumeni, albanesi e marocchini, anche se una quota significativa risultano di provenienza “non definita”; le segnalazioni provenienti da lavoratori stranieri rappresentano circa l’8% del totale.

L’introduzione del criterio di ammissibilità evidenzia che in media il 90% delle segnalazioni sono effettivamente riconducibili ad una esposizione di tipo professionale che ne costituisce il nesso causale; per alcune categorie inoltre il nesso causale è ancora più evidente arrivando a rappresentare il 95-96% delle segnalazioni per le malattie da asbestosi e per quelle della pelle.

I dati nazionali che mettono in relazione le malattie denunciate con i settori merceologici di provenienza, evidenziano forti differenze tra uomini e donne, anche in relazione alla differente distribuzione dei due generi nelle singole professioni; come per gli anni precedenti per quanto riguarda gli uomini il settore maggiormente interessato dalle denunce di malattie è quello dell’edilizia (21-22%) seguito da quello della lavorazione e fabbricazione di metalli (7-8%). Per quanto riguarda le donne invece i settori più interessati sono quello della sanità (15%) e delle industrie alimentari (9%); tali dati risultano tuttavia fortemente condizionati dalla presenza di settori di provenienza non definiti e dalla possibilità che i lavoratori, di ambo i generi, possano aver trascorso periodi di lavoro in settori diversi.

Info: Inail Malprof 2011-2012


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