Attuazione direttiva europea Euratom, Decreto 137/2017 in Gazzetta

 

16 Ottobre 2017

direttiva-euratom

Con la Direttiva Europea 2009/71 Euratom tutti gli Stati membri hanno dovuto introdurre livelli di sicurezza più elevati, conformemente a quanto definito dalla Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) nelle procedure che disciplinano il quadro internazionale per la sicurezza nucleare, condivise in occasione della Convenzione sulla sicurezza nucleare del 1994 e spunto per le linee guida comunitarie successivamente emesse da IAEA (Fundamental safety principles- Iaea Safety Standatd series SF-1, 2006).

In Italia la direttiva 2009/71/Euratom è stata recepita dal decreto legge n. 185 del 19 Ottobre 2011, Attuazione della direttiva 2009/71/EURATOM che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza degli impianti nucleari pubblicato in GU nr 266 del 15 novembre 2011, che introduce di fatto il principio secondo cui tutte le diverse fasi degli aspetti procedurali e delle attività all’interno degli impianti nucleari devono essere assoggettate ai criteri internazionale, con particolare riferimento al ruolo delle autorità preposte alla vigilanza in ambito Europeo, che sono state potenziate sia dal punto di vista delle competenze tecniche che della messa a disposizione di nuove risorse umane ed economiche.

Il recente Decreto legislativo nr 137 del 15 settembre 2017, pubblicato in GU nr 219 del 19 settembre 2017, disciplina le modifiche introdotte dall’adozione della direttiva 2014/87/Euratom che modifica la direttiva 2009/71/Euratom che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare degli impianti nucleari, e delinea un profilo ancora più stringente sulle norme internazionali, ponendo di fatto l’Unione Europea a configurarsi come il primo soggetto in ambito globale ad essersi attrezzato con vincoli giuridicamente innovativi e severi nel settore dell’energia nucleare.

Sicurezza nucleare

Nel complesso, le modifiche introdotte dagli articoli 1 e 2 del nuovo provvedimento delineano quindi norme ancora più rigide per quanto riguarda la gestione vera e propria degli impianti, lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, le verifiche ed i controlli di sicurezza, i ruoli e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nella gestione degli aspetti procedurali e nell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione; il tutto anche nell’ottica di adeguarsi a quanto definito all’interno della legge 153 del 28 luglio 2016, recante le norme per il contrasto al terrorismo in esecuzione delle considerazioni emerse nel corso delle Convenzioni del Consiglio d’Europa e degli organismi Internazionali degli ultimi anni per la prevenzione del terrorismo.

Misure

Il provvedimento segue una serie di altre misure che si sono avvicendate negli anni e che hanno contribuito a rafforzare le misure di sicurezza elevando gli standard delle verifiche e dei controlli, tra queste le principali sono:

  • 2011/70/Euratom del Consiglio, del 19 luglio 2011, rivolta a definire un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, recepita in Italia dal decreto legislativo nr 45 del 4 marzo 2014.
  • 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che disciplina le misure di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, da recepire entro il 19 febbraio 2018.
  • 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013, rivolta a definire i requisiti da adottare per la tutela della salute della popolazione in considerazione delle potenziali contaminati radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano, recepita in Italia con decreto legislativo nr 26 del 15 febbraio 2016.

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