Corsi a norma dell’Accordo Stato-Regioni 59/CSR del 2025 · percorsi validati da A.N.Fo.S. Associazione

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Scopri cosa serve alla tua azienda

Formazione, documenti, analisi e consulenza: rispondi a poche domande e vedi che cosa ti chiede la legge, con quali corsi lo assolvi, quanto costa e che cosa non ti vendiamo noi. Non chiediamo nessun contatto.

01 Che cosa fa la tua azienda

Il livello di rischio lo fissa il settore, non la singola mansione: è il criterio dell’Accordo Stato-Regioni.

Scegli quello che ti somiglia di più: decide le ore della formazione specifica.

Dipendenti, soci che lavorano, stagionali e somministrati.

Hanno già fatto la formazione generale?

Le quattro ore di parte generale sono un credito permanente: chi le ha fatte non le rifà, nemmeno cambiando azienda.

02 Chi ha un ruolo, oltre ai lavoratori

Ogni ruolo ha un corso suo, che si aggiunge a quello da lavoratore: il preposto deve fare tutti e due. Per ognuno chiediamo anche se il corso è da fare o da rinnovare, perché l’aggiornamento costa meno della metà.

C’è un datore di lavoro da formare?

Con l’Accordo 2025 il corso da 16 ore è obbligatorio per ogni datore di lavoro, anche quando non fa l’RSPP.

Il datore di lavoro fa anche da RSPP?

Cambia due cose: se assume il ruolo, al suo corso da 16 ore si aggiunge il modulo comune DL-RSPP (e in alcuni settori un modulo integrativo); ed è lui a poter erogare la formazione partecipata ai lavoratori, che a rischio medio e alto è la sola strada online ammessa.

Chi sovrintende al lavoro di altri. Dal 2025 il corso è di 12 ore e si aggiorna ogni due anni.

Chi ha delega di funzioni e poteri di spesa.

Lavorate nei cantieri?

Per l’impresa affidataria l’art. 97 aggiunge un modulo di 6 ore al datore e ai dirigenti.

Avete eletto il RLS?

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Se non l’avete eletto, la legge prevede una strada alternativa e te la diciamo.

03 Le squadre di emergenza

Antincendio e primo soccorso servono a chiunque abbia anche un solo dipendente. Le ore dipendono dal livello di rischio incendio e dal gruppo del primo soccorso.

La squadra antincendio serve anche con un solo dipendente.

Anche questa squadra serve a chiunque abbia dipendenti.

04 I documenti che l’azienda deve avere

La formazione è metà dell’obbligo: l’altra metà è scritta. Se non sai rispondere lascia «non lo so»: il piano lo dice come una cosa da verificare, non come una cosa che ti manca.

È il documento da cui dipendono tutti gli altri, e l’unico che il datore di lavoro non può delegare a nessuno. L’autocertificazione per le aziende fino a dieci lavoratori non esiste più dal 2013.

Entrano in azienda imprese appaltatrici o lavoratori autonomi?

Pulizie, manutenzioni, installatori, facchinaggio. Se lavorano dentro la tua sede può servire il DUVRI: dipende da che cosa fanno e per quanto tempo, e te lo diciamo noi.

05 I rischi da valutare a parte

Tre rischi che il Testo Unico vuole valutati con una relazione dedicata, dentro il documento generale. Rispondi guardandoti attorno: contano anche le macchine piccole e i detergenti professionali.

Ci sono lavorazioni rumorose?

Macchine utensili, compressori, seghe, officine, impianti. Se per farsi sentire bisogna alzare la voce, la risposta è sì.

Si usano attrezzature o mezzi che vibrano?

Sia quelle a mano — martelli, flex, decespugliatori — sia i mezzi su cui si sta seduti: trattori, muletti, escavatori.

Si usano prodotti chimici?

Contano anche i detergenti professionali e i disinfettanti, non solo solventi e vernici: se il prodotto ha una scheda di sicurezza, conta. Se non lo sai, dillo: il piano te lo mette come cosa da verificare invece di tacere.

06 Se si lavorano alimenti

L’igiene alimentare è un’altra legge e un altro controllo: il regolamento europeo e l’ASL, non il Testo Unico e l’ispettorato. Se la tua attività tocca alimenti, questi obblighi si aggiungono a quelli di sopra — non li sostituiscono.

Nella tua attività si manipolano alimenti o bevande?

Vale per chi produce, trasforma, prepara, somministra o vende alimenti: cucine, bar, pizzerie, negozi, mense, laboratori, agriturismi. Per il regolamento europeo siete tutti «operatori del settore alimentare», e gli obblighi sono gli stessi.

07 L’acqua e gli impianti

La legionella si prende respirando l’acqua nebulizzata di una doccia o di un impianto, non bevendola. Dove c’è una rete idrica usata da più persone serve una valutazione del rischio, e per alcune strutture le Linee guida la chiedono per iscritto.

Ci sono docce, vasche o una rete di acqua calda usata da più persone?

Docce degli spogliatoi o delle camere, vasche idromassaggio, umidificatori, serbatoi, impianti di raffreddamento. È l’acqua nebulizzata a portare la legionella nei polmoni: un lavandino da solo non fa il rischio.

Nessuna registrazione, nessun contatto richiesto.

Come leggere questo piano. Il livello di rischio deriva dal codice ATECO del settore, non dalla singola mansione: è il criterio dell’Accordo Stato-Regioni n. 59/CSR del 17 aprile 2025. Le ore indicate sono il minimo di legge; la valutazione dei rischi della tua azienda può richiederne di più. I percorsi formativi sono validati da A.N.Fo.S. Associazione, che è un soggetto distinto da ANFOS SERVIZI SRL.

Riferimenti: Accordo Stato-Regioni n. 59/CSR del 17/04/2025, Allegato A Parte IV · D.Lgs. 81/08 art. 34 · 37 · 45 · 46 · 47 · 48 · 97 · D.M. 02/09/2021 · D.M. 388/2003