Bologna, le nuove malattie da lavoro

 

16 Novembre 2009

Nella sede Inail di Bologna sono stati presentati i risultati di una ricerca triennale, svolta con la collaborazione dell’Inail, Università di Bologna, Regione ed Ispesl, per studiare ed approfondire le malattie professionali emergenti.
Al convegno svoltosi il 10 Novembre hanno presenziato Alessandro Circi,direttore Inail dell’Emilia Romagna, Francesco Violante direttore dell’unità operativa Medicina del Lavoro Università di Bologna e Giancarlo Verità facente parte del comitato scientifico della ricerca.
Nel corso delle indagine è emerso che si stanno diffondendo malattie ancora sconosciute dalla scienza medica, la più evidente è risultata essere un rapporto tra distacco della retina e movimentazione manuale dei carichi, di cui al momento non si conoscono le cause né i mezzi utili a prevenirla.
Infatti il sorgere di queste nuove patologie pone problemi seri per la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; non conoscendone le cause non è neppure possibile evitare i rischi insiti nella patologia e prevenirla, nonché curarla nel modo più adeguato.
Inoltre la conoscenza dei fattori determinanti la malattia potrebbe essere determinante per la dichiarazione del medico competente sulla idoneità lavorativa o meno per soggetti predisposti.
In considerazione della latenza di alcune malattie che provocano la morte solo dopo molti anni dall’esposizione al rischio, dal contagio e dalla concreta manifestazione della patologia, allo stato attuale diventa ancora più difficile offrire un quadro verosimile delle malattie professionali già conosciute ed in divenire.
Si è infatti riscontrata un’evoluzione crescente nel tempo della diffusione di malattie professionali che uno studio di tre anni appare troppo breve per definirle in tutti i loro aspetti.
L’indagine si è concentrata anche su criteri oggettivi standard per riconoscere i rischi psicosociali dell’ambiente lavorativo e quindi adottare tutte le opportune cautele al fine di evitarli o prevenirli.
Le malattie professionali più ricorrenti sono risultate quelle muscolo scheletriche, le malattie da stress lavorativo (sempre in numero crescente) e i tumori del cavo faringeo.
Tale manifestazione è la dimostrazione di come le sinergie tra enti istituzionali e, per il caso specifico, la scienza medica possano far raggiungere risultati sempre più indirizzati alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.


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