Sicurezza e salute sul lavoro negli Ospedali

 

ospedaliLe strutture di ricovero e cura, ospedali e non solo, sia pubbliche che private, rientrano nell’ambito della normativa che riguarda i luoghi di lavoro, e devono quindi risultare conformi ai requisiti definiti nel capo I del Titolo II (artt 62-64) del Testo Unico sulla Sicurezza.
Rispetto alle disposizioni generali riferibili a qualsiasi luogo di lavoro, esistono tuttavia già nel D.Lgs 81/08 alcune importanti precisazioni per alcune tipologie di Ospedali, per esempio l’istituzione del Servizio di Prevenzione e Protezione interno all’azienda è obbligatorio per le strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori (oltre che per altre tipologie di aziende come elencate nel c6 dell’art 31).
Inoltre le case di riposo per anziani sono sempre considerate, indipendentemente dalle dimensioni, luoghi di lavoro a rischio di incendio elevato, e quindi tenute ad adottare le relative misure di gestione dell’emergenza (questo a causa della eventuale possibile difficoltà di sfollamento in caso di emergenza del personale ivi degente).
Esiste una normativa specifica di riferimento per quanto riguarda tutta la parte di gestione e prevenzione dell’emergenza incendi definita da un primo intervento ministeriale nel settembre 2002 con l’emissione della “regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private” recentemente aggiornato da un successivo decreto ministeriale, in vigore dal 24 Aprile 2015 (D.M del 19/03/2015 “Aggiornamento della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private di cui al decreto 18 settembre 2002”).
Il primo decreto del 2002, e la successiva più recente integrazione, definiscono di fatto tutti i requisiti infrastrutturali, strutturali e di progettazione, le misure di prevenzione, gli aspetti della formazione e le disposizioni in materia di protezione e gestione delle emergenze negli istituti di ricovero e cura.

Gli ospedali come luogo di lavoro

Gli istituti di ricovero e cura sono luoghi di lavoro alquanto eterogenei e complessi (si pensi ad ambulatori, day hospital, degenza, laboratori, radioterapia ecc) e ricoprono una vasta serie di casistiche riconducibili a rischi sui luoghi di lavoro molteplici ed a volte complessi; in considerazione della complessità del luogo di lavoro i rischi inerenti le differenti attività devono essere valutati studiando gli ambienti di lavoro ed analizzandone le caratteristiche, sia strumentali che infrastrutturali, con lo scopo di elaborare un Documento di Valutazione dei Rischi che tenga conto anche delle interferenze tra un ambiente e l’altro.

Rischio incendio

Come già accennato la valutazione del rischio incendio merita addirittura un Decreto Ministeriale apposito, vista la complessità dell’ambiente di lavoro e la significativa presenza di degenti eventualmente non autosufficienti, oltre ai requisiti di sicurezza strutturali e alla formazione degli addetti è importante valutare con attenzione tutte le possibili sorgenti di innesco, ad esempio reagenti chimici infiammabili, presenza di materiali che possono facilmente prendere fuoco, e di strumentazioni e attrezzature elettriche (ad esempio camere iperbariche con concentrazioni di ossigeno elevate e pericolose).

Attrezzature

Il rischio relativo alle attrezzature, evidentemente, non si limita alla possibilità che si sviluppi un incendio, ma piò essere esteso alla presenza di strumenti diagnostici emettitori di radiazioni ionizzanti (apparecchi per radiografie e radioterapie), a strumenti emettitori di forti campi elettromagnetici (Risonanze Magnetiche) ed a strumenti ed attrezzature pericolosi perché taglienti (bisturi e siringhe).

Rischio biologico

Inevitabile non pensare al rischio di tipo biologico, sia per gli operatori che per i degenti; gli ospedali sono il luogo per definizione, in cui le forme batteriche vengono introdotte spontaneamente (per curarle) e la capacità di trasmettersi attraverso il vettore umano, congiuntamente alla possibile condizione di riduzione delle difese immunitarie per cause patologiche o terapeutiche, rendono il rischio biologico uno dei più significativi in una struttura ospedaliera.

Rischio chimico

Altrettanto importante è il rischio chimico, legato alla presenza di sostanze di laboratorio, farmaci, reagenti pericolosi (chemioterapici, stupefacenti, ecc..) che devono essere mantenuti, manipolati e smaltiti correttamente secondo procedure standardizzate, onde evitarne la dispersione accidentale o l’utilizzo improprio.

Movimentazione manuale dei carichi

Soprattutto il personale infermieristico può essere, inoltr,e soggetto a rischio di movimentazione manuale dei carichi, nelle attività di assistenza e sollevamento di degenti non deambulanti o non autosufficienti; anche questo rischio deve essere attentamente valutato e gestito con l’ausilio di strumenti di sollevamento meccanici.

Stress lavoro correlato

Infine, non meno impattante, è il rischio c.d. Stress Lavoro Correlato, legato sia alla presenza di una forte componente emotiva e di responsabilità che si può naturalmente sviluppare nei confronti degli ammalati, sia al fenomeno conosciuto comeburn-out”, tipico e originario proprio nel personale che presta attività di tipo assistenziale.

Le figure della sicurezza all’interno di un ospedale

Come in qualsiasi altro posto di lavoro, anche in un ospedale, deve esistere un organigramma della sicurezza che faccia capo ad un Datore di Lavoro (spesso identificato per esempio nel direttore scientifico, piuttosto che in un membro del Consiglio di Amministrazione o nella proprietà in caso di aziende private).
Vi sono poi eventualmente le figure dei dirigenti per la sicurezza identificabili per esempio nei direttori di dipartimento o nei medici primari di reparto; ed infine i preposti che spesso vengono identificati nel personale di capo area, capo reparto infermieristico, responsabili di laboratorio o responsabili di sala.

 


ANFOS: Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro

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