Industrie estrattive

 

cava-estrattiveGli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori impiegati nelle industrie estrattive vengono delineati all’interno del Testo Unico  in modo secondario, più che altro citati nelle esclusioni dai campi di applicazione delle disposizioni generali e dei requisiti dei luoghi di lavoro.
Data la peculiare natura del settore estrattivo, l’intera normativa che regolamenta gli aspetti sulla sicurezza viene ampiamente trattata nel D.Lgs nr 624 del 25 Novembre 1996, attualmente non ancora abrogato e inserito all’interno del Testo Unico.
Le attività soggette alla normativa definita nel D.Lgs 624/96 sono quelle quindi in cui i lavoratori sono impiegati nella prospezione e ricerca di sostanze minerali, sia che esse siano condotte in ambienti sotterranei (miniere) che all’aperto (cave, piattaforme marine e continentali), nonché tutte le attività condotte in luoghi e locali di pertinenza delle precedenti.
Il panorama normativo di questo settore è dunque diverso rispetto a quello che tradizionalmente regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro, sia per le caratteristiche dei luoghi di lavoro, che per gli adempimenti documentali, che per la natura dei rischi a cui sono esposti i lavoratori.

I rischi del settore estrattivo

Partendo da questi ultimi si possono annoverare tra di essi, i rischi dovuti alle infrastrutture, quali le possibilità di crolli e cedimenti, i rischi dovuti a sviluppo di fenomeni naturali quali esalazioni di gas dal sottosuolo piuttosto che allagamenti ed i rischi derivanti dalle attività stesse introdotte da parte degli operatori come per esempio esplosioni e attrezzature.
Tutte le situazioni di cui sopra, nonché ovviamente l’interazione tra di esse e le conseguenze della loro combinazione, devono essere valutate dal Datore di Lavoro in un opportuno documento, che per questo tipo di attività prende il nome di “Documento di Sicurezza e Salute” (DSS), redatto a cura del Datore di Lavoro e con dei contenuti minimi che ampliano e adattano la valutazione dei rischi più di tipo tradizionale, ad una situazione lavorativa ben specifica.
Il DSS deve contenere l’elenco delle misure di prevenzione e protezione adottate per ogni tipologia di rischio rilevata, volte a ridurre o eliminare la fonte di pericolo e/o la probabilità di accadimento.
Il documento deve inoltre contenere un dettagliato piano di gestione delle emergenze, che includa la verifica periodica delle attrezzature, il piano di evacuazione ed i sistemi di comunicazione ed informazione in caso di emergenza. Nelle attività estrattive assume infatti importanza cruciale l’elaborazione e l’attuazione di un piano di evacuazione efficace, con squadre addestrate al salvataggio e misure tecniche che siano mantenute in condizioni di esercizio sempre efficienti e controllate.
Strettamente correlato agli aspetti della sicurezza, come accennato, è il tema relativo alla progettazione infrastrutturale dei luoghi di lavoro. Un incidente all’interno di una miniera, come intuibile, può avere infatti ripercussioni significative sull’intera struttura, sia compromettendone la stabilità, che ostruendone le vie di fuga; con conseguenze sulla sicurezza dei lavoratori che a volte sono ben più gravi di quelle causate dall’incidente stesso.
Per questo motivo i requisiti strutturali, come definito nel capo III del D.Lgs 624/96, devono rispettare criteri di sicurezza e compartimentazione ben precisi; ed il progetto deve essere sottoposto all’approvazione delle autorità ingegneristiche competenti ancora in fase preliminare, affinché si esprimano sulla conformità normativa.

Un ultimo aspetto, significativamente non trascurabile, è quello legato alla formazione dei soggetti coinvolti, che deve essere specifica e mirata a coprire le esigenze della particolare attività, classificata ad alto rischio.

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