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Settimana europea : i rischi nel settore della pulizia
del 02.11.2009
Nel corso della Settimana Europea per ambienti di lavoro sani e sicuri, promossa dall’OSHA in tutta Europa, è stata analizzato il tema della valutazione del rischio sotto innumerevoli prospettive.
Alcuni eventi e convegni sono stati interamente dedicati al problema dei rischi di malattie professionali nel settore delle pulizie, proprio a conferma dell’impegno di diffondere la salute e sicurezza sul lavoro a livello settoriale.
Durante lo svolgimento dei lavori il tema predominante è stato quello di sottolineare come il settore delle pulizie sia critico da due punti di vista.
Oltre alla normale responsabilità dell’azienda titolare sulla sicurezza e salute dei propri addetti, infatti, si deve pensare che molto spesso la pulizia è elemento determinante per lo svolgimento dell’attività dell’azienda “cliente”.
In tal senso basti pensare alla criticità che il settore delle pulizie comporta nella ristorazione, nella sanità e nel settore alberghiero.
Il settore delle pulizie in funzione della prevenzione è spesso poco considerato, nonostante nello stesso operino circa 3,6 milioni di addetti in tutta Europa.
Ancora oggi la poca attenzione rivolta al settore è dovuta ad una scarsa sensibilizzazione dell’opinione pubblica e degli addetti di settore, perché ogni azienda, anche di piccole dimensioni, necessita di pulizie, che spesso vengono effettuate da lavoratori di imprese esterne.
L’attività di pulizie in un’azienda deve considerarsi quindi,un’attività principale e necessaria, ad alta priorità per il rischio infortuni o malattie professionali.
I rischi connessi a tale attività riguardano sia le imprese di pulizia che le singole aziende.
I lavoratori delle imprese di pulizie sono soggetti a rischi tra loro eterogenei e di varia entità: dalla mera caduta o scivolata dovuta a pavimenti bagnati, alla esposizione a sostanze pericolose sino a malattie muscoloscheletriche nonché alla possibilità di rischi dovuti alle mansioni svolte spesso in orario notturno.
L’impresa corre il rischio di costi aggiuntivi e ridotta produttività nel caso di scarsa igiene: si va dal rischio minore di semplici allergie alle polveri o ai solventi usati, che possono causare assenze prolungate da parte dei lavoratori, al rischio maggiore di revoca delle licenze per un’inadeguata igiene in settori specifici (alimentare, chimico, farmaceutico).
Quindi l’attenzione di tutta Europa per la prevenzione di malattie professionali non deve sottovalutare alcun settore lavorativo, considerandoli tutti ad alto rischio per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
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