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Rapporto Sicurezza sul lavoo INAIL Lazio
del 28.11.2009
Il 18 Novembre è stato presentato dal Direttore Regionale Inail, Antonio Napoletano, il rapporto annuale sugli infortuni sul lavoro.
L’appuntamento rappresenta il bilancio dell’andamento infortunistico di un anno 2008 per la Regione Lazio.
Nel corso della manifestazione sono stati presentati anche i risultati delle ricerche sull’esposizione professionale dei lavoratori al rischio amianto.
Nel 2008 nel Lazio sono stati denunciati quasi 58.000 infortuni sul lavoro, con una lievissima flessione rispetto al 2007, pari allo 0,12%.
Il settore che ha registrato la maggiore diminuzione è stato il manifatturiero, con -9% di infortuni; la diminuzione è stata evidente anche nel settore edile che ha registrato una riduzione del 7,4%.
La tendenza regionale è orientata verso il basso, ma i numeri restano comunque allarmanti.
In controtendenza è stata la zona di Latina, mentre Roma ha registrato un livello infortunistico pari all’anno precedente.
Gli infortuni denunciati avvengono quasi tutti in azienda, mentre sono in aumento gli infortuni “in itinere” che registrano un aumento pari all’8%.
Aumentano gli infortuni agli stranieri, in particolare sono rumeni, che rappresentano il 16,4% del totale.
Incidenza infortunistica è più alta rispetto agli italiani e varie sono le cause.
Si registrano 44 casi ogni 1000 occupati, rispetto ai 39 italiani.
I fattori di rischio connessi al tipo di attività svolta dagli stranieri sono riconducibili al fatto che per la maggior parte dei casi i lavoratori immigrati devono svolgere i lavori più pericolosi e faticosi.
Inoltre non conoscendo bene la lingua italiana spesso non capiscono i rischi che corrono, non si rendono conto del pericolo.
Il rapporto ha approfondito anche l’incidenza delle malattie professionali che nel Lazio sono in costante aumento.
Risulta evidente però che i dati ottenuti nel corso del 2008 non ci presentano la vera realtà del fenomeno, perché spesso la malattia si presenta dopo un lasso di tempo lungo dall’esposizione.
Le aziende con un maggior numero di malati professionali riguardano il settore dei trasporti, delle costruzione e dei servizi pubblici con una curva ascensionale negli ultimi 5 anni.
Discorso diverso va fatto per il settore agricolo, dove non si è riscontrata alcuna malattia professionale; in verità in tale settore il ricorrere a lavoratori in nero o collaborazioni avventizie comporta anche un numero inferiore di casi denunciati.
Per di più rappresenta la minore cultura alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro e quindi una minore consapevolezza della tutela sociale.
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